Principali errori comunicativi delle (e nelle) coppie

Principali errori comunicativi delle (e nelle) coppie

Nel famoso libro di Watclawick “Pragmatica della comunicazione umana” si elencano i 5 assiomi della comunicazione. 

In particolare il 3 assioma dice che ogni messaggio contiene un’informazione di contenuto e una riguardante la relazione. Con questa lente possiamo comprendere i principali errori comunicativi nelle coppie, inerenti i loro ruoli.

Proviamo a spiegarlo con un esempio pratico: una coppia che discute. In questo caso probabilmente ciò che è importante non è il contenuto ma l’aspetto relativo alla posizione e alla funzione che ognuno ha nella coppia, alle dinamiche interne, al mantenimento degli equilibri, a meccanismi di non detto e non fatto.

Ovviamente ciò a livello inconscio e non sempre chiaro. 

Adesso è più facile immaginare come si possa incappare in  circoli viziosi, da cui difficilmente si torna indietro. 

Vediamo quali sono i principali errori comunicativi nelle coppie: 
  • Se non parlo non comunico. Sbagliato! È impossibile non comunicare (1° assioma di Watzlawick); il linguaggio non verbale è un potente mezzo comunicativo e lancia un messaggio molto più forte a volte di uno strillo o una lunga discussione. 

L’altro capterà il vostro disagio, e può rispettare i vostri tempi e silenzi, ma è opportuno che condividiate i motivi del malessere e sciogliete eventuali nodi.

  • Se mi ami non amarmi. In letteratura per spiegare la potenza distruttiva dei messaggi contraddittori viene portato come esempio una mamma che dice al figlio “ ti voglio bene”, a livello verbale, ma con un tono di voce arrabbiato o monotono. Cosa comunica questa donna? Un messaggio ambivalente, perché contraddittorio sui due canali comunicativi (verbale e non), che genera ambiguità, sofferenza, confusione e insicurezza. 

Ci si chiederà “a quale dei due messaggi devo far riferimento?”

  • La butto a ridere..e finiamo in caciara! L’idea sottesa a chi usa l’ironia e il sarcasmo per criticare, per punzecchiare, per esprimere (in modo sotteso) il proprio disappunto è che sia un modo più blando di comunicare, e meno offensivo. 

In realtà è una modalità inadeguata perché non permette al partner di attuare un confronto, di mettersi in discussione, di prendere consapevolezza di ciò che all’altro può dar fastidio. 

Inoltre può accadere che il partner risponda alla battuta con un’altra battuta, evitando così di fare chiarezza, generando nel tempo potenziali crisi. 
  • Cadere nella trappola del “sempre” e “mai“. Quante volte durante un litigio avete pronunciato queste due parole per riferivi al comportamento del/la vostro/a partner? 

Queste due parole non dovrebbero essere utilizzate, perché inesistenti nelle relazioni (e anche deleterie), perché sono totalizzanti, cioè tendono a farci credere che una cosa che è accaduta solo un paio di volte è accaduta sempre o, per contro, un atteggiamento mai registrato non sarà mai messo in atto.

La parte diventa il tutto, uno tratto diventa uno status, una condizione temporanea diventa perenne. Bisogna focalizzarsi sul qui ed ora nel momento del litigio.

Ovvero viviamo il presente per porre le basi per un futuro roseo!

Info sull'autore

Dott.ssa Giulia Radi editor

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